Employee Life Cycle: l’importanza dell’offboarding

Le persone possono dimenticare ciò che hai detto e ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire. - Maya Angelou

Troppo spesso, in azienda, carriere anche lunghe e significative giungono al termine in maniera brusca e sbrigativa. Questo è talvolta dovuto ad una scarsa progettazione del processo di uscita, che non viene valorizzato come, paradossalmente, lo sono i processi di attrazione e reclutamento di nuove persone.

Così facendo, però, l’azienda perde importantissime opportunità e benefici nel lungo termine.

Il ciclo di vita di un dipendente

L’Employee Life Cycle (Tulpule, D., Upendra Pandya, N., 2020) è un metodo ampiamente utilizzato nel mondo HR, basato sull’idea che le aziende possano progettare l’esperienza dei dipendenti proprio come si progetta l’esperienza di un cliente quando si relaziona con un prodotto.

Il modello classico prevede sei fasi: attrazione, reclutamento, onboarding, sviluppo, retention e offboarding.

Accompagnando e supportando la persona attraverso queste diverse fasi, le aziende possono migliorare notevolmente l’esperienza dei dipendenti, ottenendo grandi risultati in termini di engagement e performance.

La regola del “picco e della fine”

Secondo la regola del “picco e della fine”, documentata dallo scienziato comportamentale Daniel Kahneman (1993), le persone giudicano un’esperienza “in gran parte in base a come si sono sentite al suo apice – il suo punto più intenso – e alla sua fine, piuttosto che alla somma totale dell’esperienza”.

L’ offboarding rappresenta un momento simbolico, e di conseguenza importante, per la persona in uscita. Il livello di attenzione ed empatia con cui viene gestito può fare la differenza.

I benefici di un buon offboarding

Lasciarsi bene ha innumerevoli vantaggi. Eccone alcuni:

  1. PROSPETTIVE DI BUSINESS – Terminare bene un rapporto professionale lascia spazio a possibili future collaborazioni tra l’azienda e la persona, che può diventare un cliente, fornitore, consulente o semplicemente un ambasciatore che contribuirà a diffondere un’immagine positiva dell’azienda.
  2. ENGAGEMENT – Un buon processo di offboarding può avere un impatto considerevole sull’impressione che i collaboratori hanno dell’impegno che l’azienda assume nei loro confronti. Questo si riflette in un aumento dei livelli di coinvolgimento e benessere al lavoro.
  3. EMPLOYER BRANDING – Vedere come l’azienda si prende cura delle proprie persone aumenta la sua attrattività nel mercato del lavoro, garantendo la competitività dell’azienda nel medio e lungo periodo, grazie alla continua capacità di attrarre nuovi talenti.

Valorizzare l’uscita di una persona: da dipendenti a ex studenti

Tra gli approcci più innovativi all’offboarding troviamo quello utilizzato da Boston Consulting Group, Microsoft e Deloitte: trattare i dipendenti in uscita come fanno le università con i loro studenti laureandi, assistendoli nella transizione e creando una rete di contatti sotto forma di programmi di “alumni” (Dachner, A. M. & Makarius, E. E., 2021).

Nel concreto, tutto ciò si esplica grazie a social media, siti web e newsletter dedicati, strumenti con cui gli ex dipendenti possono rimanere in contatto con l’organizzazione. Solitamente, in questi canali viene dedicato spazio ai successi sia degli alumni che dei dipendenti attuali, vengono presentati eventi organizzati dall’azienda e viene fornito accesso a risorse specifiche (formazione, orientamento, mobilità internazionale, ecc.) che le persone possono trovare utili nel momento in cui si riaffacciano nel mercato del lavoro.

Il lavoratore è un viaggiatore

Rispetto a una generazione fa, oggi ci ritroviamo in un mondo del lavoro molto più incerto e questo richiede maggior flessibilità e intraprendenza sia da parte delle persone sia delle aziende. Il lavoratore oggi assomiglia molto di più a un viaggiatore, che nell’arco della propria vita passa per diverse realtà lavorative, tappe in cui lascia un suo contributo e grazie a cui consolida esperienze e nuove competenze. Comprendere e accettare che i dipendenti non sono proprietà dell’azienda ma persone che viaggiano ed evolvono è fondamentale. La differenza la fanno quelle aziende che, partendo da questa consapevolezza, sapranno distinguersi per essere state un’ottima tappa professionale, garantendo un’esperienza positiva dall’inizio alla fine.

BIBLIOGRAFIA

Dachner, A. M. & Makarius, E. E. (2021). Turn Departing Employees into Loyal Alumni. A holistic approach to offboarding. HBR Magazine.

Kahneman D, Fredrickson BL, Schreiber CA, Redelmeier DA. When More Pain Is Preferred to Less: Adding a Better End. Psychological Science. 1993; 4(6):401-405

Tulpule, D., Upendra Pandya, N. (2020). The Relevance and Significance of Employee Lifecycle Management in HRD: Business Perspectives. International Journal of Creative Research Thoughts (IJCRT). Volume 8, Issue 9 September 2020 | ISSN: 2320-2882

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